Frutta

Kiwi

Il kiwi verde è un frutto povero di zucchero e ricco di acidità (circa 16-17% di solidi totali, ~9% di zuccheri) apprezzato nel gelato e nel sorbetto per la sua vivace acidità e il vivido colore verde smeraldo. I suoi zuccheri sono quasi interamente glucosio e fruttosio, il che gli conferisce un effetto anticongelante insolitamente forte rispetto al suo carico zuccherino.

Parametri di bilanciamento

Per 100 g di prodotto, verificati su fonti indipendenti di scienza degli alimenti (elencate sotto).

ParametroValore
Solidi totali16.5%
Acqua83.5%
Zuccheri9%
Grassi0.5%
MSNF0%
Proteine1%
POD (potere dolcificante)11
PAC (potere anticongelante)17

Uso tipico: 25-40% della ricetta come frutto fresco o purea in un sorbetto

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Come usarlo nel gelato

Usa il kiwi principalmente nel sorbetto, dove risaltano la sua acidità e il suo colore. Poiché i suoi zuccheri sono per ~95% monosaccaridi (glucosio + fruttosio), il suo PAC (~17) è ben superiore al peso dello zucchero, quindi un sorbetto al kiwi si ammorbidisce più rapidamente di una miscela con solo saccarosio a parità di Brix; compensa riducendo il destrosio/zucchero invertito aggiunto o aggiungendo un po' di saccarosio per irrigidire la pallina. Il POD è moderato (~11), quindi il kiwi apporta una dolcezza reale oltre all'acidità. È fondamentale ricordare che il kiwi contiene actinidina, una proteasi che coagula le proteine del latte e può rendere amaro o granuloso il gelato a base di latte, quindi mantieni il kiwi in un sorbetto a base d'acqua oppure sbollenta/cuoci brevemente la purea per denaturare l'enzima prima di usarlo in una base di latte.

Origine e contesto

Originario della Cina, dove era noto come yang tao (uva spina cinese), il frutto (Actinidia deliciosa) fu portato in Nuova Zelanda all'inizio del Novecento e lì sviluppato commercialmente; i coltivatori lo ribattezzarono kiwi alla fine degli anni '50 per favorire l'esportazione, in omaggio all'uccello nazionale del Paese. Le prime esportazioni commerciali neozelandesi partirono nel 1952.

Domande frequenti

Fonti